Raffaele Palladino ha le idee chiare. L’obiettivo è uno solo: l’Europa. Il tecnico lo ha confermato in un’intervista al Corriere della Sera. Ha parlato della rincorsa in campionato, della sua filosofia e del legame con Bergamo.
Obiettivo Europa: “Bisogna crederci”
La squadra è distante dalla zona Champions, ma la strada è tracciata. “I punti a disposizione ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali dobbiamo recuperare gli ultimi due”, ha spiegato Palladino. La ricetta è semplice. “Bisogna crederci senza porci limiti. Vogliamo l’Europa, non so ancora quale sarà, ma bisogna puntare al massimo, con ambizione appunto”. Un’ambizione che rispecchia anche quella personale del tecnico, il cui desiderio è “vincere qualcosa di importante”. Sul futuro di alcuni talenti, come Palestra, Palladino è stato netto: “È cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me”.
Le tre regole dello spogliatoio
Palladino ha poi svelato i tre pilastri su cui si fonda la sua gestione del gruppo. Il primo è la disciplina sugli orari, definita “uno stile di vita” che riguarda arrivo al campo, colazione e pranzo. Seguono il rispetto dei ruoli e il dialogo. Su quest’ultimo punto, il tecnico ha una convinzione precisa: “Non credo alla dittatura ma alla gestione del gruppo”. Un approccio che lascia il segno, come dimostrano i contatti con i suoi ex calciatori. “Mi ringraziano per quello che ho lasciato, anche come uomo. Questo mi gratifica”, ha confidato.
“Un ambiente ideale”
Raccogliere l’eredità di Gasperini non è stato un peso. “È stato naturale. Come se fossi arrivato in un ambiente ideale per me, preparato per me”, ha affermato Palladino, riconoscendo il valore del lavoro del suo predecessore. “Il mister qui ha fatto un grandissimo lavoro, resterà nella storia”. Un ambiente reso tale anche dalla proprietà. Palladino ha descritto un legame unico con la famiglia Percassi. “Nella mia vita da calciatore e allenatore non ho mai conosciuto una famiglia come la loro. L’Atalanta è come un figlio, ci tengono in maniera passionale, amorevole. I Percassi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via da Zingonia”.




