La corsa scudetto dell'Atalanta: tra sfide e speranze
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Il metodo Cristiano Giuntoli: perché il suo profilo è perfetto per l’Atalanta

Cristiano Giuntoli è il nome che circola per il futuro dirigenziale dell’Atalanta. Dal lavoro con budget contenuti alla cura maniacale dei dettagli, ecco il ritratto di un direttore sportivo su misura.

Le parole di ieri dell’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, hanno aperto la porta a un possibile rinnovamento dirigenziale. In questo scenario, il nome di Cristiano Giuntoli emerge come il principale candidato a sostituire Tony D’Amico nel ruolo di direttore sportivo. L’ipotesi di un suo arrivo, con un contratto pluriennale e uno staff di fiducia, porta a un’analisi del suo metodo di lavoro e della sua compatibilità con la filosofia del club bergamasco. Un’analisi fornita da CalcioAtalanta.

Valorizzare talenti con budget mirati

Il profilo di Giuntoli si distingue per la capacità di operare con risorse economiche definite, valorizzando al massimo gli investimenti. Un approccio che ricorda quello di Giovanni Sartori, artefice di grandi successi a Zingonia. La sua carriera, dalla scalata del Carpi dalla Serie D alla A fino al terzo scudetto del Napoli, è costruita sulla scoperta di giocatori dal rapporto qualità-prezzo ottimale. Per replicare questo modello a Bergamo sarebbe necessaria piena autonomia decisionale, senza le ingerenze che avrebbero condizionato la sua esperienza alla Juventus. La solida situazione finanziaria dell’Atalanta, che non ha l’urgenza di cedere per acquistare, rappresenterebbe il terreno ideale per il suo operato. A questo si aggiungono i fondi derivanti da obblighi di riscatto già definiti, come quelli per Brescianini e potenzialmente per Sulemana e Maldini.

Una cura quasi ossessiva per i dettagli

Oltre alla gestione economica, ciò che caratterizza il lavoro di Giuntoli è un’attenzione quasi maniacale per dettagli che esulano dalle sue competenze dirette. Un approfondimento della Gazzetta dello Sport rivela aneddoti del suo periodo al Carpi che illustrano bene questa sua peculiarità. Insisteva affinché i palloni venissero sostituiti mensilmente e che il manto erboso fosse curato ogni sera, indicandone persino l’altezza ideale e l’orario per l’irrigazione. Arrivava a chiedere ai calciatori di usare un’applicazione meteo per conoscere la temperatura del giorno seguente, così da scegliere la pomata muscolare più adatta, vasocostrittrice o vasodilatatrice, in base all’escursione termica.

Scouting globale e assunzione di responsabilità

Il suo metodo di scouting è sistematico e instancabile. Giuntoli dedica molte ore al giorno all’analisi video di partite da tutto il mondo, affiancato dal suo fidato collaboratore Pompilio. La selezione dei profili non si ferma all’aspetto tecnico, ma include una valutazione approfondita della dimensione umana del calciatore. I candidati vengono poi discussi con l’allenatore per definire insieme gli obiettivi di mercato. Questo approccio si conclude con una chiara presa di posizione, riassunta nelle sue stesse parole: “Guardiamo le partite del mondo, poi andiamo sui campi. Nella buona e nella cattiva sorte, mi assumo le mie responsabilità”.