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La notte di Dublino e il 4-0 alla Juve: i ricordi di Trucchi sull’Atalanta di Gasperini

L’ex collaboratore tecnico Luca Trucchi ripercorre la sua esperienza a Bergamo: dalla magica notte di Dublino al metodo Gasperini, fino all’addio e alla ripartenza dalla Serie C.

La vittoria dell’Europa League a Dublino e il poker rifilato alla Juventus restano due momenti indelebili nella storia recente dell’Atalanta. A rievocarli è Luca Trucchi, ex collaboratore tecnico di Gian Piero Gasperini, in un’intervista concessa a La Casa di C. Oggi nello staff della Pianese, Trucchi ha condiviso aneddoti e riflessioni sul suo periodo a Bergamo, offrendo uno sguardo dall’interno sulla filosofia di lavoro che ha portato la Dea a raggiungere traguardi storici.

Una corsa verso la gloria

Tra i ricordi più emozionanti spicca la finale di Europa League. “La vittoria dell’Europa League con l’Atalanta è indimenticabile”, ha raccontato Trucchi, descrivendo la concitazione di quella serata. “Ricordo che la sera della finale stavo facendo le riprese video dalla tribuna. Io e il match analyst iniziammo a correre giù verso il campo”. Un altro momento speciale è legato a una vittoria in campionato, sentita in modo particolare. “Ricordo con piacere anche il 4-0 alla Juventus, un bel momento soprattutto per me che sono un tifoso del Torino”. Per Trucchi, il trionfo europeo rimane un punto di riferimento assoluto: “La notte di Dublino resta un traguardo pazzesco”.

Il metodo Gasperini

Quei successi sono stati il frutto di una precisa cultura del lavoro. Trucchi, che all’Atalanta si occupava della gestione dei dati GPS e supportava il professor Borrelli, ha spiegato la filosofia del tecnico di Grugliasco. “Con Gasp non si molla mai in allenamento e chiedere di più ha permesso di colmare il gap con gli altri club”. Un approccio esigente, ma funzionale al raggiungimento degli obiettivi. “Gasperini pretende, ma c’è cultura del lavoro”, ha confermato, svelando come il suo passato a Bergamo gli sia valso il soprannome di “dominatore” alla Pianese, proprio per l’associazione con i metodi di allenamento intensi visti a Zingonia.

L’addio a Bergamo e la nuova sfida

L’intervista ha toccato anche il tema della sua separazione dal club nerazzurro. “Dopo la separazione di Gasperini dall’Atalanta non c’è stata l’opportunità di seguirlo a Roma e avevo ancora un anno di contratto a Bergamo”. La società, tuttavia, aveva altri piani. “I nerazzurri volevano uno staff nuovo e per me è stato complesso, un momento di delusione che ho provato a trasformare in una nuova opportunità”. Da lì la scelta di ripartire dalla Serie C, confrontandosi con Alessandro Birindelli alla Pianese per iniziare un nuovo capitolo professionale.