Lookman non parte: l'Atalanta smentisce l'addio e fissa la linea sul mercato
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Atalanta al bivio: ambizioni o plusvalenze? Il futuro di Éderson e Lookman

L’Atalanta valuta il futuro di Éderson e Lookman. Con l’interesse di Atlético Madrid, Napoli e Galatasaray, il club deve decidere se cedere i suoi gioielli o tenerli per gli obiettivi di Palladino.

La dirigenza dell’Atalanta, guidata da Antonio Percassi, si trova di fronte a una riflessione strategica che potrebbe definire le prossime mosse del club. Al centro del dibattito ci sono due gioielli della rosa di Raffaele Palladino: Éderson e Ademola Lookman. Entrambi i giocatori attirano l’interesse di importanti club europei, ponendo la società bergamasca davanti a un classico dilemma: monetizzare il loro valore per generare plusvalenze significative o trattenerli per puntare al raggiungimento degli obiettivi sportivi stagionali.

Éderson: tra l’interesse di Madrid e la valutazione del club

Il centrocampista brasiliano Éderson è uno dei pilastri della squadra, ma le sue prestazioni non sono passate inosservate. L’Atlético Madrid, in particolare, ha manifestato un forte interesse per il giocatore. La dirigenza nerazzurra valuta attentamente la situazione: cedere il giocatore potrebbe significare incassare una cifra considerevole, forse irripetibile, sfruttando il suo attuale picco di valore di mercato. D’altro canto, il suo contratto in scadenza nel 2027 garantisce all’Atalanta una posizione di forza in qualsiasi trattativa, senza l’urgenza di una cessione immediata. La sua permanenza sarebbe fondamentale per mantenere l’equilibrio e la qualità del centrocampo a disposizione di Palladino.

Lookman: le sirene di mercato e l’erede in casa

Anche la posizione di Ademola Lookman è oggetto di speculazioni. L’attaccante nigeriano è tornato prepotentemente nei radar del Napoli, ma anche il Galatasaray segue con attenzione l’evolversi della situazione, disponendo di una notevole capacità di spesa. A differenza di altre situazioni, la potenziale partenza di Lookman potrebbe essere già stata ammortizzata strategicamente dal club. La presenza in rosa di Giacomo Raspadori, considerato da molti l’erede naturale del nigeriano per caratteristiche tecniche e posizione in campo, offre a Palladino una soluzione interna di altissimo livello. Questa variabile potrebbe convincere la società a sacrificare l’esterno, forte di avere già in casa il suo sostituto e potendo così reinvestire i proventi della cessione in altri reparti.