Cristiano Giuntoli ha presentato ufficialmente Oliver Kristensen, nuovo difensore dell’Atalanta. Il direttore sportivo nerazzurro ha spiegato le ragioni che hanno portato il club a puntare sul danese, soffermandosi anche sulle ultime operazioni di mercato e sull’addio di Berat Djimsiti.
“Djimsiti ci ha chiesto ripetutamente di andare, non potevamo non accontentarlo. Pensiamo che Kristensen possa fare molto bene. Quando un giocatore gioca tanto a tre e a uomo, è stimolato nella tattica individuale. Abbiamo un maestro come Sarri che lo metterà nelle condizioni migliori per giocare a quattro”.
Giuntoli ha poi tracciato il percorso seguito dall’Atalanta sul mercato: “Abbiamo preso un regista italiano, con grande qualità come Gaetano, abbiamo fatto uno sforzo grazie alla proprietà per confermare Ederson, ambito da grandi club in Europa. E per ultimo, ecco Kristensen”.
Il dirigente ha quindi invitato l’ambiente a concedere tempo alla squadra: “Vogliamo adesso essere attenti ad ogni situazione che possa capitare, per cominciare un percorso nel migliore dei modi. Ma il lavoro viene fatto durante la settimana, pensiamo che ci voglia del tempo per mettere a posto qualcosa, siamo contenti. Chiediamo tempo e pazienza al nostro popolo”.
Le parole di Kristensen, nuovo difensore dell’Atalanta
Il nuovo acquisto ha spiegato innanzitutto cosa lo ha convinto ad accettare la proposta nerazzurra: “Ho scelto l’Atalanta perché è una squadra con ambizione, lo conoscevo già da avversario in campionato. Combatte sia a livello europeo che in Italia, raggiungendo grandi risultati. Ho subito pensato fosse la scelta migliore per me”.
Il passaggio dalla difesa a tre al sistema a quattro non lo preoccupa: “Passo da una difesa a tre ma ho sempre avuto voglia di ritornare a giocare a quattro, ci gioco già in Nazionale con la Danimarca Under 21, non vedo l’ora di adattarmi a questo sistema di gioco”.
Kristensen ha poi parlato delle proprie ambizioni e della crescita avuta negli ultimi anni: “Sono ambizioso, speriamo di fare bene in tutte e tre le competizioni. Giovedì c’è già il primo scoglio importante con una competizione di valore”.
Sul percorso che lo ha portato fino all’Atalanta, il difensore ha riconosciuto il ruolo dell’Udinese: “Si tratta di un grande sviluppo e ringrazio l’Udinese, mi ha fatto crescere. Questo è un grande passo nella mia carriera, voglio migliorarmi ancora”.
L’inserimento nel nuovo ambiente è stato positivo fin dai primi giorni: “Sono stati giorni molto pieni, mi sono subito sentito bene accolto da tutti, dai dirigenti ai miei nuovi compagni. Il nostro obiettivo è conoscere questo nuovo modo di gioco, cercherò di dare il mio contributo”.
Il rapporto con Samardzic e la scelta del numero 31
Kristensen ha anche parlato del rapporto con Lazar Samardzic, già suo compagno di squadra all’Udinese: “Conosco molto bene già Samardzic, siamo stati insieme un anno all’Udinese, è un giocatore speciale con grande qualità, sarà un piacere per me ritrovarlo qui”.
Una scelta personale riguarda invece il numero di maglia: “Ho scelto il numero 31 per mio fratello, usa questo numero in Danimarca ed è una questione di famiglia”.
Il danese ha poi citato alcuni dei suoi riferimenti calcistici: “Non ho un idolo specifico nel mio ruolo, probabilmente credo che giocando come centrocampista avevo come riferimento Touré o Kompany”.
“Djimsiti lascia un grande buco, ma non sono venuto per sostituirlo”
Kristensen ha ricordato anche le sensazioni provate da avversario al Gewiss Stadium e il nuovo allenatore: “Qui ho sempre trovato un’atmosfera fantastica”.
L’addio di Djimsiti rappresenta inevitabilmente un cambiamento importante per la difesa nerazzurra, ma il nuovo arrivato non vuole essere considerato il suo sostituto: “Djimsiti lascia un grande buco da riempire, in rosa. Ma non sono venuto per essere il sostituto di nessuno… sono arrivato per dare le mie qualità, raggiungere quello che ha ottenuto lui sarebbe un grande traguardo”.
Il difensore ha poi fatto il punto sulla propria conoscenza del calcio italiano e sulle nuove esperienze che lo attendono: “La Serie A e la Coppa Italia le conosco molto bene, ho già avuto un assaggio di Conference League durante la mia carriera ma sono fiducioso che possa andare bene anche qui all’Atalanta”.
Anche la sua struttura fisica è stata al centro di una domanda: “Essere così alto e prestante non è uno svantaggio, anzi. Bisogna tener conto di tante cose nei movimenti”.
Infine, un riferimento alla tradizione scandinava presente nell’ambiente atalantino: “Hojlund mi ha parlato molto bene di questa società e di questo ambiente”.
Giuntoli: “Abbiamo già una squadra competitiva”
In chiusura, Giuntoli ha fatto il punto sulle possibili ultime operazioni di mercato e sull’interesse degli altri club per i giocatori dell’Atalanta.
“È sempre un orgoglio e un piacere vedere grandi club interessati ai nostri giocatori, abbiamo grande serenità per il futuro. Dobbiamo stare attenti alle opportunità, per quella che è la nostra realtà, ma siamo convinti di avere già una squadra competitiva con giocatori importanti”.




