Non è stato un ritorno sereno quello di Raffaele Palladino allo stadio Franchi. Nella sua prima apparizione da avversario sulla panchina dell’Atalanta, il tecnico ha dovuto fare i conti con l’aperta ostilità della Curva Fiesole, cuore del tifo della Fiorentina. Un rapporto mai sbocciato e deterioratosi dopo le sue dimissioni dal club viola, culminato in una serata di alta tensione.
Il gol di Piccoli scatena la contestazione
L’atmosfera si è surriscaldata dopo la rete di Roberto Piccoli. Se all’ingresso in campo qualche timido applauso aveva accolto l’allenatore, il vantaggio ha cambiato radicalmente l’umore degli spalti. Dalla Fiesole si è levato il coro ironico “Palladino salta la panchina”, un chiaro segnale di un legame mai ricucito. Le tensioni, del resto, non sono una novità. Già al termine della passata stagione, una frangia della tifoseria viola aveva chiesto a gran voce il suo esonero, manifestando un malcontento che il tempo non ha sanato.
Un coro che alimenta le voci sul futuro
Quel coro intonato a Firenze potrebbe avere eco fino a Bergamo. L’invito a ‘saltare’ è stato infatti collegato alle speculazioni sul futuro del tecnico campano alla guida dell’Atalanta. Stando ad alcune indiscrezioni, nonostante una rimonta in classifica dopo un avvio di stagione complesso sotto la gestione di Ivan Juric, la dirigenza nerazzurra starebbe valutando un nuovo progetto. I nomi che circolano sono quelli del direttore sportivo Cristiano Giuntoli e dell’allenatore Maurizio Sarri per un eventuale cambio tecnico.




