Prandelli: "Champions? Atalanta irraggiungibile. Il Bologna merita il quarto posto"
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Prandelli analizza l’Atalanta: “Qualcosa è mancato in attacco”

L’ex CT, con un passato a Bergamo, valuta la stagione nerazzurra. Secondo Prandelli, il reparto offensivo non ha reso al massimo. Per il futuro del calcio italiano, la sua ricetta è una: più libertà.

Cesare Prandelli osserva l’Atalanta da lontano. Il suo legame con Bergamo, costruito in 149 presenze da giocatore e poi da allenatore delle giovanili, gli permette uno sguardo differente. Un’analisi lucida. In un’intervista rilasciata al Corriere di Bergamo, l’ex commissario tecnico ha offerto la sua visione sulla squadra, con un focus sul reparto offensivo.

La valutazione sulla squadra e un ricordo del passato

Il punto è l’attacco. Secondo Prandelli, alla squadra “è mancato qualcosa” proprio nel reparto avanzato, un dettaglio che ha inciso sulla stagione. Non entra nei particolari dei singoli, ma la sua valutazione è netta. Il suo pensiero sull’Atalanta si intreccia con i ricordi, come quello legato al Milan, avversario che non è mai riuscito a battere indossando la maglia nerazzurra. Un piccolo rammarico personale che riemerge dal passato.

Dal calcio dei giovani alla vita tra gli ulivi

La sua visione si allarga al futuro del calcio italiano. Per Prandelli, la ripartenza deve avvenire dai settori giovanili, lasciando i “bambini liberi dagli schemi”. Una filosofia che mette al centro la creatività e l’istinto, opponendosi a un’eccessiva tattica fin dalla giovane età. Lontano dalle panchine, la sua vita oggi scorre a un ritmo diverso, tra l’affetto per i nipoti e la cura degli ulivi. Un pensiero speciale va all’amico Evaristo Beccalossi, definito “un fantasista in tutti i sensi, uno vero”.