Tra i nomi accostati con maggiore insistenza all’Atalanta durante l’ultima sessione di mercato c’è stato anche quello di Alessio Romagnoli. Il difensore italiano, alla ricerca di una nuova sistemazione dopo l’esperienza alla Lazio, era finito nei radar nerazzurri nel momento in cui il club bergamasco cercava un centrale esperto, affidabile e abituato a giocare in una difesa a quattro.
L’Atalanta cercava esperienza per la difesa
La società aveva preso informazioni sul classe 1995 soprattutto dopo il rallentamento della trattativa che sembrava destinata a portarlo all’Al-Sadd. Anche il tramonto della pista che conduceva a Juan Cabal aveva spinto la dirigenza a valutare profili alternativi per completare il reparto arretrato.
Nonostante i contatti esplorativi, però, il dialogo tra le parti non si è mai trasformato in una vera trattativa. L’interesse è rimasto tale senza arrivare alle fasi decisive di una negoziazione.
Contratto e ingaggio: i nodi dell’operazione
A pesare maggiormente sono state le richieste avanzate dal giocatore. Romagnoli puntava infatti a ottenere un contratto triennale accompagnato da un ingaggio elevato, condizioni considerate troppo onerose dall’Atalanta rispetto ai parametri fissati dalla società.
La distanza economica non ha quindi permesso di costruire i presupposti per un accordo. Con il passare delle settimane, la pista si è progressivamente raffreddata fino a spegnersi definitivamente.
Per il difensore si è così aperta un’altra strada: quella che lo ha portato a firmare con l’Al-Sadd, chiudendo uno dei tormentoni che hanno accompagnato il mercato estivo nerazzurro.




