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Marotta accusa Palestra: l’ex Atalanta ha tradito un impegno verbale con l’Inter

Beppe Marotta torna sul caso Palestra. Il presidente dell’Inter accusa l’ex talento dell’Atalanta di essere venuto meno a un impegno verbale, preferendo il Chelsea nonostante un accordo già trovato.

Un impegno verbale non mantenuto. Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha descritto così il mancato trasferimento in nerazzurro di Palestra, giovane talento classe 2005 cresciuto nell’Atalanta e poi ceduto al Chelsea. Durante la presentazione della nuova stagione, il dirigente ha svelato i retroscena di un’operazione che sembrava conclusa, puntando il dito contro la scelta del giocatore.

L’accordo saltato con l’Atalanta

L’Inter aveva trovato un’intesa con l’Atalanta per il trasferimento del giocatore. L’offerta sul tavolo era di circa 45 milioni di euro più 5 di bonus. Marotta ha spiegato che l’accordo con il club bergamasco era la conseguenza di un patto già stretto con il calciatore stesso. “Avevamo l’accordo con l’Atalanta, che dava seguito all’averlo trovato col giocatore,” ha affermato il presidente interista. Tuttavia, l’inserimento del Chelsea, che ha messo sul piatto 60 milioni, ha cambiato le carte in tavola, portando il ragazzo a scegliere la Premier League.

Una scelta di vita e il ruolo dell’agente

Secondo Marotta, la decisione di Palestra è stata una “scelta di vita” che ha vanificato l’impegno preso in precedenza. Il presidente dell’Inter ha anche espresso perplessità sul ruolo del procuratore del ragazzo. “Il suo agente poteva forse avere un ruolo più consistente nel consigliare,” ha fatto notare, suggerendo che una guida diversa avrebbe potuto portare a un esito differente. Di fronte alla volontà del giocatore, l’Inter si è trovata costretta a fare un passo indietro.

La sfida con la Premier League

Il caso Palestra è diventato per Marotta l’emblema della disparità economica con il campionato inglese. “Non siamo competitivi da questo punto di vista con le inglesi,” ha ammesso, spiegando che la strategia del suo club non prevede operazioni irrazionali. Gli investimenti devono seguire una logica precisa, che esclude aste al rialzo. La soluzione, per il dirigente, risiede altrove. “Con la creatività possiamo essere protagonisti sul mercato.”