I 210 giorni di Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta non sono bastati per aprire un ciclo, ma hanno comunque prodotto un’inversione di tendenza evidente. Arrivato a novembre in una fase complicata della stagione, il tecnico ha condotto la squadra fino alla qualificazione in Conference League, migliorando sensibilmente il rendimento rispetto alla prima parte del campionato.
I numeri raccontano una crescita costante, soprattutto in Serie A, dove i nerazzurri hanno trovato maggiore continuità di risultati e una migliore solidità complessiva.
La crescita nei risultati
Dalla dodicesima giornata in avanti l’Atalanta ha raccolto 46 punti, viaggiando a una media superiore rispetto a quella registrata nella gestione precedente. Oltre ai risultati, è migliorato l’equilibrio della squadra, capace di aumentare la produzione offensiva e allo stesso tempo ridurre il numero di reti incassate.
Una crescita che ha consentito ai bergamaschi di risalire la classifica e di conquistare un posto nelle competizioni europee della prossima stagione.
Scamacca simbolo della svolta
Tra i giocatori che hanno beneficiato maggiormente del cambio di guida tecnica c’è Gianluca Scamacca. L’attaccante è diventato il principale riferimento offensivo della squadra, trovando con continuità quella incisività che era mancata nella prima parte dell’annata.
Se il percorso europeo resta l’aspetto meno brillante della gestione Palladino, il bilancio complessivo resta positivo. Più che i singoli risultati, il tecnico lascia in eredità una squadra che ha ritrovato fiducia e continuità, basi sulle quali il nuovo corso potrà provare a costruire il futuro.




