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Atalanta, difesa in emergenza: con Kolašinac ko restano Kristensen e Obrić

Reparto in emergenza per la Dea.

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L’Atalanta deve fare i conti con una vera emergenza nel reparto arretrato alla vigilia della trasferta europea contro l’Ajax. L’infortunio di Sead Kolašinac, costretto a lasciare il campo durante la sfida contro il Milan per un problema alla coscia, riduce ulteriormente le alternative a disposizione di Maurizio Sarri. Con numerosi centrali indisponibili, le opzioni di ruolo si restringono a Rasmus Kristensen e al giovane Relja Obrić, all’esordio in prima squadra proprio a San Siro.

Kolašinac, almeno due o tre partite di stop

Il difensore bosniaco si sottoporrà oggi agli esami strumentali per chiarire l’entità del problema muscolare. Le prime indicazioni, tuttavia, fanno ipotizzare uno stop di almeno due o tre partite, un’assenza pesante in una fase della stagione caratterizzata da numerosi impegni ravvicinati.

La situazione dei centrali è particolarmente complicata. Isak Hien è fermo dall’inizio della stagione e non ha ancora lavorato agli ordini di Sarri, Odilon Kossounou non dovrebbe rientrare prima della prossima sosta, mentre Giorgio Scalvini avrà bisogno di altro tempo per recuperare.

Kolašinac rappresentava una soluzione d’emergenza, così come Franck Kessie, che però è a sua volta indisponibile. Considerando anche i calciatori adattabili nel ruolo, l’Atalanta si ritrova quindi con cinque uomini su sei fuori dai giochi.

Kristensen e Obrić, una coppia quasi obbligata

Con le alternative ridotte al minimo, toccherà a Kristensen e Obrić reggere il peso della difesa nelle prossime partite. Il danese, arrivato più recentemente, è abituato soprattutto a giocare in una linea a tre, mentre il giovane sloveno ha esordito in prima squadra contro il Milan dopo numerose convocazioni e un inserimento stabile nel gruppo soltanto da questa stagione.

Il debutto a San Siro non è stato semplice, ma la società continua a credere nelle sue qualità. Ora Obrić potrebbe avere altre occasioni per crescere, in un contesto che richiederà però grande attenzione e capacità di adattamento. Nella difesa a quattro voluta da Sarri, infatti, i compiti dei centrali diventano particolarmente delicati e gli adattamenti sono più difficili da gestire.

Le alternative d’emergenza e il mercato degli svincolati

Una delle soluzioni estreme sarebbe arretrare Davide Zappacosta al centro della difesa, affidando le corsie a Raoul Bellanova e Lorenzo Bernasconi. Una scelta che, tuttavia, indebolirebbe anche il reparto degli esterni, attualmente composto proprio da questi tre giocatori.

Tra i giovani, le alternative potrebbero essere Plaia e Mirra, con quest’ultimo però alle prese con un infortunio. Sono inoltre presenti Isoa e, per le fasce, Idele, che potrebbe essere coinvolto in caso di spostamento di un terzino al centro.

Per le sfide contro Ajax e Frosinone, la coppia centrale appare dunque obbligata. L’emergenza potrebbe proseguire anche contro Fiorentina e Parma, a seconda degli esiti degli accertamenti e dei tempi di recupero di Scalvini.

Il centrale mancato in estate: nessun rinforzo immediato

L’attuale situazione riporta inevitabilmente l’attenzione sulle scelte del mercato estivo. Un difensore centrale in più avrebbe garantito maggiore profondità alla rosa, soprattutto considerando l’indisponibilità di Hien fin dall’inizio della stagione. Profili come Alessio Romagnoli o Juan Cabal avrebbero potuto rappresentare alternative utili.

Al momento, però, il club non sembra intenzionato a intervenire sul mercato degli svincolati. Cristiano Giuntoli non avrebbe preso in considerazione questa strada, anche per evitare di ritrovarsi con una rosa sovraffollata una volta recuperati gli infortunati. Nessuna valutazione sarebbe stata fatta neppure su David Alaba, poi approdato all’Udinese, mentre non ci sarebbe spazio per ex allenati da Sarri come Francesco Acerbi e Raúl Albiol.

L’Atalanta dovrà quindi affrontare le prossime settimane affidandosi agli uomini disponibili e alla crescita di Obrić. Per Sarri, la priorità sarà trovare gli equilibri necessari a mantenere solidità difensiva nonostante un reparto ridotto ai minimi termini.