L'Atalanta che stregò l'Ungheria: la storia di Zsolt, tifoso grazie a Caniggia e alla magia dello stadio
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L’Atalanta che stregò l’Ungheria: la storia di Zsolt, tifoso grazie a Caniggia e alla magia dello stadio

Fine anni ’80. In Ungheria, un ragazzo si innamora dell’Atalanta guardando la TV. La scintilla? Un fuoriclasse argentino e il calore di uno stadio. La storia di Zsolt e di una fede senza confini.

Per Zsolt Beregi l’Atalanta non è stata una scelta legata ai trofei o alla notorietà internazionale raggiunta dal club negli ultimi anni. La sua storia con i colori nerazzurri comincia in Ungheria, alla fine degli anni Ottanta, quando seguire la Serie A dall’estero significava affidarsi soprattutto alle immagini della televisione italiana.

Oggi Zsolt ha 55 anni e vive a Budakalász, ma quella passione è rimasta intatta. A farla nascere furono una partita vista in televisione, Claudio Caniggia e soprattutto le immagini dello stadio di Bergamo.

Caniggia e lo stadio di Bergamo

Zsolt ricorda di aver visto gli highlights della Serie A sulla Rai. Non riesce più a ricordare quale fosse l’avversario dell’Atalanta in quella partita, ma conserva bene le sensazioni di quella serata.

A colpirlo fu Caniggia, uno dei giocatori più talentuosi di quella squadra. Ancora più forte, però, fu l’impressione lasciata dal pubblico e dall’atmosfera dello stadio bergamasco.

Da quella trasmissione televisiva nacque la curiosità. Zsolt iniziò a cercare informazioni sull’Atalanta, sulla città e sui suoi colori. Quella che poteva essere una semplice simpatia per una squadra straniera diventò progressivamente qualcosa di molto più importante.

Un legame nato prima dei grandi successi

Quando Zsolt scelse di seguire l’Atalanta, il club era ancora lontano dalla dimensione internazionale raggiunta in tempi recenti. Non c’erano la Champions League e la vittoria dell’Europa League a fare da richiamo per i tifosi stranieri.

La sua storia appartiene quindi a un periodo diverso, quando bastavano pochi minuti di immagini trasmesse dalla Rai per scoprire una squadra e iniziare a seguirla da un altro Paese.

Oggi l’Atalanta ha una visibilità internazionale molto maggiore e può essere seguita quotidianamente anche dall’estero. Zsolt, invece, aveva iniziato quando per conoscere la Dea servivano una televisione, gli highlights della Serie A e la curiosità di andare oltre quelle immagini.

Sono passati quasi quarant’anni da quella prima partita vista sullo schermo. L’avversario è rimasto nella memoria senza un nome, ma Caniggia, Bergamo e quei colori nerazzurri sono bastati per far nascere una passione che non si è più fermata.