Ha scelto di fare un passo indietro Fabio Acquaroli, l’imprenditore bergamasco finito al centro delle polemiche dopo aver pubblicato un video in cui bruciava una maglia di Marten De Roon acquistata per 2mila euro durante un’asta benefica destinata al reparto di Pediatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Il gesto, nato come reazione al trasferimento dell’ex capitano nerazzurro alla Roma, aveva rapidamente fatto il giro dei social, dividendo i tifosi e attirando numerose critiche. A distanza di pochi giorni, però, lo stesso Acquaroli ha deciso di intervenire nuovamente per chiarire la propria posizione.
Le scuse pubbliche
In un video diffuso da Bergamo&Sport, l’imprenditore ha espresso rammarico per quanto accaduto, riconoscendo l’errore commesso.
«Anche quando la delusione è forte e la rabbia prende il sopravvento, le maglie non si bruciano», ha affermato, rivolgendosi direttamente ai sostenitori atalantini. Acquaroli ha quindi esteso le proprie scuse a Marten De Roon e alla sua famiglia, pur ribadendo di non aver cambiato opinione sulla scelta del centrocampista di lasciare Bergamo.
«Martino era il mio idolo e mi dispiace che sia finita così. Spero un giorno di poterlo incontrare e stringergli la mano personalmente», ha aggiunto.
«Era un video destinato agli amici»
Nel suo intervento, Acquaroli ha spiegato come il filmato fosse nato in un contesto privato e non con l’intenzione di avere una diffusione pubblica.
«Era un video casalingo, pensato soltanto per i miei amici. Poi è diventato virale e mi ha reso famoso per qualcosa che non avrei mai immaginato», ha raccontato.
Il messaggio si è concluso con un pensiero rivolto all’Atalanta e al futuro della squadra: «Sono convinto che la Dea continuerà a essere protagonista. Lo è stata e lo sarà ancora. Sempre forza Atalanta».




