Un lato inedito di Lionel Scaloni emerge dal suo periodo all’Atalanta, raccontato da Antonio Palma, ex calciatore del settore giovanile nerazzurro. La testimonianza, raccolta in un’intervista che puoi leggere su calcioatalanta.it, descrive il futuro commissario tecnico dell’Argentina non solo come un compagno di squadra, ma come una guida per i giovani ai margini del progetto tecnico.
Un fratello maggiore per i giovani in attesa
Antonio Palma ha condiviso un ricordo del periodo in cui, da giovane in attesa di una cessione in prestito, si allenava a parte con altri ragazzi del vivaio. In quel gruppo si inserì anche Lionel Scaloni, giunto ormai alla fine della sua carriera da calciatore dopo l’esperienza a Bergamo tra il 2013 e il 2015. Palma descrive un professionista esemplare. “Non ci doveva nulla, era già a fine carriera. Eppure ci trattò come fratelli”, ha spiegato l’ex canterano. Il racconto dipinge un quadro di grande umanità. Scaloni si prendeva cura dei più giovani, offriva loro cene e dispensava consigli preziosi in un momento psicologicamente complesso. “Quella è una fase delicata, aspetti una chiamata senza sapere cosa ti aspetta”, ha aggiunto Palma, descrivendo la difficoltà di mantenersi motivati senza obiettivi di squadra. In quel contesto, l’atteggiamento dell’argentino fece la differenza. “Tanti se ne sarebbero fregati, lui invece trasmetteva professionalità a tutti. Dettava il ritmo, ci aiutava a tenere duro”. Un supporto che Palma non ha dimenticato, definendo Scaloni “una figura fondamentale a livello umano”.




