Dejan Kulusevski è tornato in campo dopo 526 giorni di assenza e, nel raccontare il percorso che lo ha riportato a giocare, ha ricordato anche l’esperienza vissuta all’Atalanta. Il periodo trascorso a Bergamo ha rappresentato una tappa importante nella crescita del giocatore svedese, soprattutto per la mentalità sviluppata sotto la guida di Gian Piero Gasperini.
Atalanta, il metodo di Gasperini nella crescita di Kulusevski
L’esperienza a Zingonia ha lasciato un segno nel percorso professionale di Kulusevski. Il calciatore ha riconosciuto il valore degli insegnamenti ricevuti da Gasperini, soffermandosi in particolare sulla «cultura del lavoro estremo» trasmessa dall’allenatore.
Un approccio che va oltre la preparazione atletica e riguarda anche la capacità di affrontare le difficoltà. La disciplina e la determinazione maturate in quegli anni sono tornate particolarmente utili durante il lungo recupero dall’infortunio al ginocchio destro.
Il lungo recupero e la forza mentale
Diciassette mesi lontano dal campo hanno rappresentato una prova impegnativa per Kulusevski. Il ritorno al calcio giocato dopo 526 giorni ha segnato una tappa importante di un percorso nel quale la componente mentale ha avuto un ruolo fondamentale.
Nel suo cammino, lo svedese ha fatto tesoro anche degli insegnamenti e degli esempi di personalità come Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. Esperienze diverse, unite dalla centralità del lavoro quotidiano e dalla capacità di mantenere alta la determinazione anche nei momenti più difficili.
Per l’Atalanta, il ricordo di Kulusevski conferma il valore dell’esperienza maturata sotto la gestione Gasperini nella crescita dei calciatori. Per il giocatore, invece, il ritorno in campo rappresenta il primo passo dopo una lunga attesa: una ripartenza costruita anche attraverso le lezioni apprese durante il suo percorso a Bergamo.




