Jurić, sfida all'Atalanta: "Mancata la fiducia, ma sono macchine"
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Jurić, sfida all’Atalanta: “Mancata la fiducia, ma sono macchine”

Ivan Jurić, tecnico del Monza, parla prima della sfida con l’Atalanta: “A Bergamo è mancata la fiducia”. Elogi per la squadra di Sarri: “Sono macchine”.

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“Evidentemente è mancata la fiducia”. Con queste parole Ivan Jurić, tecnico del Monza, rievoca la fine della sua esperienza sulla panchina dell’Atalanta, terminata nel novembre 2025. Alla vigilia della sfida contro la sua ex squadra, l’allenatore croato ha parlato in conferenza stampa del suo passato a Bergamo e della partita che attende i suoi.

L’elogio alla squadra di Sarri

Analizzando gli avversari, Jurić non ha usato mezzi termini per descrivere la condizione fisica della squadra di Maurizio Sarri. “Per loro giocare ogni tre giorni è normale, quei giocatori sono delle macchine”, ha affermato, riconoscendo la loro abitudine al doppio impegno settimanale. Un avvertimento chiaro per la sua squadra, nonostante l’Atalanta arrivi in Brianza con undici punti in dieci giornate e reduce dall’impegno in Conference League.

La rabbia dopo Bologna e il progetto Monza

Il tecnico ha anche parlato del momento della sua squadra, reduce dalla sconfitta per 2-1 a Bologna. “Dopo Bologna per la prima volta sono arrivato a casa non soddisfatto. Ero soprattutto arrabbiato con me stesso”, ha ammesso. Jurić ha poi definito il percorso del Monza un “progetto un po’ pazzo ma interessante”, basato su una rosa giovane. “Abbiamo scelto una strada, che è rischiosa ma molto bella”, ha spiegato, convinto che la squadra possa competere con chiunque.

Il ritorno di Pessina

Dall’infermeria arrivano notizie importanti per il Monza. Il capitano Matteo Pessina, ex della partita, tornerà tra i convocati dopo l’operazione al ginocchio subita in estate. “Pessina sarà convocato, lo voglio con noi”, ha confermato Jurić. Rientra anche Ziółkowski, mentre Birindelli sarà assente a causa di una botta. Infine, una riflessione sul mercato: “Non chiedo mai alla società di non vendere qualcuno, anche perché in passato non mi è andata molto bene”.