L’arrivo di Maurizio Sarri porterà cambiamenti anche nella fase difensiva dell’Atalanta. Dopo stagioni caratterizzate da marcature orientate sull’uomo, la squadra nerazzurra sarà chiamata ad assimilare principi diversi, basati sulla gestione degli spazi e sul lavoro collettivo.
Una difesa costruita sui movimenti del reparto
Nel sistema di Sarri, i difensori non seguono più l’avversario in ogni zona del campo, ma si muovono in funzione della posizione del pallone e della linea difensiva. Per giocatori come Giorgio Scalvini e Isak Hien significherà adattarsi a un’organizzazione che richiede sincronismi costanti e distanze ridotte tra i reparti.
L’obiettivo è mantenere la squadra compatta, limitando gli spazi a disposizione degli avversari attraverso i movimenti coordinati dell’intero blocco difensivo.
Il possesso come primo strumento di difesa
Nella filosofia del tecnico toscano, anche la gestione del pallone è parte della fase difensiva. Conservare il possesso consente infatti di mantenere la squadra corta e preparare una riaggressione immediata in caso di perdita della sfera.
L’assimilazione di questi principi sarà uno degli aspetti principali del lavoro estivo, con l’Atalanta chiamata ad adattarsi a un’impostazione tattica diversa rispetto alle stagioni precedenti.




