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Atalanta, tanti tiri ma poca precisione: i numeri spiegano le difficoltà della squadra di Sarri

Il dato da analizzare.

L’Atalanta continua il proprio percorso di crescita sotto la guida di Maurizio Sarri, ma le prime quattro giornate di campionato mettono in evidenza alcuni aspetti sui quali la squadra dovrà ancora lavorare. I dati raccontano infatti di una formazione che fatica a trasformare il possesso palla in occasioni realmente pericolose e che, allo stesso tempo, concede ancora troppo agli avversari.

La sconfitta contro il Cagliari ha lasciato indicazioni contrastanti: da una parte un netto aumento della produzione offensiva, dall’altra la difficoltà nel concretizzare quanto costruito e nel limitare la qualità delle occasioni avversarie.

Atalanta tra le ultime della Serie A per produzione offensiva

Le statistiche della Lega Serie A mostrano come i nerazzurri producano in media 12 tiri a partita. Un dato che colloca la squadra di Sarri nella parte bassa della graduatoria del campionato.

Soltanto Genoa, Udinese, Lecce, Parma e Torino fanno registrare numeri inferiori. Il confronto con le squadre più prolifiche evidenzia quindi un divario significativo, soprattutto rispetto a formazioni come Inter e Roma.

Si tratta di una conseguenza fisiologica della fase di adattamento al nuovo sistema di gioco, ma resta un aspetto sul quale l’Atalanta dovrà crescere nelle prossime settimane.

Il problema della precisione davanti alla porta

Se il numero complessivo di conclusioni non entusiasma, il dato relativo ai tiri nello specchio evidenzia ancora di più le difficoltà offensive.

L’Atalanta produce infatti appena 3,75 conclusioni in porta per partita. Solo Genoa, Lecce, Parma e Torino hanno numeri peggiori.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto la quantità delle occasioni create, ma soprattutto la loro qualità. I nerazzurri arrivano al tiro, ma troppo spesso senza riuscire a impegnare concretamente il portiere avversario.

Contro il Cagliari più volume offensivo ma poca efficacia

La sfida contro i rossoblù ha rappresentato una netta inversione di tendenza dal punto di vista della produzione offensiva.

L’Atalanta ha concluso ben 22 volte verso la porta avversaria, un dato quasi pari ai 26 tiri complessivi effettuati nelle tre partite precedenti. Prima della gara contro il Cagliari la media era infatti ferma a 8,7 conclusioni per incontro.

Nonostante il volume offensivo decisamente superiore, soltanto quattro tentativi hanno centrato lo specchio della porta difesa da Caprile. Un dato che conferma come il vero limite della squadra resti la precisione negli ultimi metri.

Un problema anche in fase difensiva

Le criticità non riguardano esclusivamente l’attacco. L’Atalanta è, infatti, una delle squadre che concede di più agli avversari.

I nerazzurri hanno subito complessivamente 77 tiri nelle prime quattro giornate, con una media di 19,25 conclusioni a partita. Un dato che rappresenta il peggiore del campionato insieme al Frosinone.

Il confronto con le migliori difese della Serie A rende ancora più evidente la differenza: Juventus e Roma concedono poco più di sette tiri a partita.

Quanto pesa la sfida contro la Roma

Sul dato complessivo incide in maniera significativa la trasferta contro la Roma: in quell’occasione l’Atalanta subì addirittura 35 conclusioni, di cui dieci nello specchio della porta. Una prestazione che ha inevitabilmente influenzato le statistiche stagionali.

Nelle altre partite i numeri erano stati meno pesanti: 22 tiri concessi al Sassuolo e 15 al Bologna.

Il paradosso del match contro il Cagliari

La gara disputata contro il Cagliari ha mostrato un netto miglioramento dal punto di vista difensivo.

I sardi hanno infatti concluso appena cinque volte verso la porta atalantina, il dato più basso concesso dalla squadra di Sarri in questo avvio di stagione.

Tuttavia emerge un particolare significativo: tutti e cinque i tiri del Cagliari sono terminati nello specchio. Pur producendo molto meno dell’Atalanta, la formazione rossoblù è riuscita a rendersi estremamente pericolosa e a trovare una rete in più.

Questo aspetto evidenzia come il problema non sia soltanto il numero delle occasioni concesse, ma soprattutto la qualità delle stesse.

Sarri cerca l’equilibrio definitivo

Le statistiche raccontano una squadra ancora in fase di costruzione. Contro il Cagliari si sono visti segnali incoraggianti sotto alcuni aspetti, con più conclusioni create e molte meno concesse.

Resta però da migliorare la qualità delle giocate nelle due aree di rigore. Davanti serve maggiore precisione per trasformare il volume offensivo in occasioni concrete, mentre dietro occorre limitare le opportunità più pericolose concesse agli avversari.

L’Atalanta ha già mostrato alcuni progressi, ma il percorso verso l’equilibrio richiesto da Sarri passa inevitabilmente da questi numeri. Le prossime settimane diranno se i miglioramenti intravisti contro il Cagliari rappresentano l’inizio di una nuova tendenza o soltanto un episodio isolato.