L’Atalanta cade a Reggio Emilia. Il Sassuolo, in dieci uomini dal 16′, si impone per 2-1 al Mapei Stadium. Un dato spiega la partita più di ogni altro: il 77% di possesso palla non è bastato alla squadra di Palladino per portare a casa punti.
Un dominio sterile
La partita ha preso una direzione precisa al sedicesimo minuto. L’espulsione di Pinamonti ha lasciato il Sassuolo con un uomo in meno. Da quel momento, l’Atalanta ha preso il controllo totale del gioco, tessendo una fitta rete di passaggi che ha portato il possesso palla a una cifra schiacciante. Un dominio quasi totale. Il 77% del tempo la sfera è stata tra i piedi dei nerazzurri, ma il fortino eretto dai padroni di casa non è mai crollato. Il predominio territoriale si è rivelato inefficace.
La lezione del cinismo
Il Sassuolo ha dato una lezione di pragmatismo. Con appena il 23% di possesso palla, la squadra di casa ha capitalizzato al massimo le poche occasioni avute. Una vittoria di pura efficienza. Resta l’interrogativo sulle condizioni della Dea, forse appesantita dalle fatiche europee dopo la rimonta vincente sul campo del Borussia Dortmund. Un successo che vale gli ottavi. La squadra di Palladino, unica italiana ancora in corsa in Champions League, è stata battuta proprio con la sua arma migliore: il cinismo.




