Quella maglia bianca è nata da un istinto. Un pennarello, una frase e un gesto che ha unito una squadra alla sua gente nella notte più buia. Marcello Ginami, fisioterapista dell’Atalanta, ha svelato il retroscena della dedica “Bergamo questa è per te. Mola mia”, apparsa al Mestalla di Valencia il 10 marzo 2020, in un’intervista esclusiva a TuttoAtalanta.com.
Un’idea nata in panchina
La partita era strana. Lo stadio Mestalla era vuoto e il pensiero correva a casa. “Non sapevamo se, al nostro ritorno in Italia, avremmo potuto continuare a giocare”, ha ricordato Ginami. La qualificazione ai quarti di Champions League, dopo il 4-1 dell’andata, sembrava ormai raggiunta già a fine primo tempo, con il risultato sul 2-1 per l’Atalanta. In quel momento scattò qualcosa. “Non so cosa mi è scattato, ma ho preso una maglia bianca e col pennarello che utilizziamo per scrivere i numeri dei giocatori su bottiglie e borracce, ho scritto quella frase”. Un’idea improvvisa, senza un piano preciso. “L’ho messa in borsa e non ci ho più pensato fino a fine partita”. Solo al fischio finale, con i giocatori riuniti a centrocampo per un saluto ideale ai tifosi assenti, Ginami agì. Consegnò la maglia, forse a Gosens o al Papu Gomez, che rimasero sorpresi. “Loro non ne sapevano nulla, tanto che prima di mostrarla, si sono assicurati di quello che avevo scritto. Molti erano stranieri e mi hanno chiesto di tradurre la scritta dal dialetto in italiano”. Poi la maglia è stata inquadrata ed è andata com’è andata.




