Davide Zappacosta corre e i suoi numeri parlano. L’esterno dell’Atalanta è protagonista di una stagione che lo colloca tra i migliori interpreti del ruolo in Italia, eppure il suo nome non compare nella lista dei convocati del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Una decisione che fa discutere, specialmente alla luce delle statistiche che fotografano il suo rendimento sulla fascia destra nerazzurra.
Un dominio certificato dalle statistiche
I dati non mentono. Zappacosta è il terzo esterno italiano per numero di assist forniti ai compagni, dietro solo a Federico Dimarco. A questo si aggiungono 34 passaggi chiave e venti dribbling riusciti, a testimonianza di una presenza costante nella metà campo avversaria. La sua influenza sulla manovra della squadra di Raffaele Palladino è confermata dai 52 tocchi di media a partita e dai 18 cross andati a buon fine. Un apporto offensivo continuo, unito a una fase difensiva solida, con il quarantatré per cento dei duelli e dei contrasti vinti.
Costanza e l’orizzonte del mondiale 2026
La continuità è un altro fattore. Con 2005 minuti giocati, Zappacosta si avvicina alla classifica dei venti giocatori con più presenze nella storia del club bergamasco. Il suo impatto dal ritorno a Bergamo nel 2021 è riassunto da un dato: ha partecipato a ventiquattro marcature, tra gol e assistenze, diventando il terzo laterale italiano più prolifico dell’ultimo quinquennio. Nonostante le scelte momentanee di Gattuso, le prestazioni del classe 1992 restano sotto osservazione in vista del Mondiale del 2026. L’Atalanta si gode la sua spinta, mentre la nazionale continua a monitorarne il percorso.




