Marco Carnesecchi è il miglior portiere italiano. A dirlo è Gianbattista Piacentini, ex preparatore dei portieri che a Bergamo ha vissuto una stagione intensa e complicata, quella del 2009-2010. Arrivato a gennaio insieme a Bortolo Mutti per sostituire Antonio Conte, Piacentini ha ripercorso quell’esperienza in un’intervista esclusiva a TuttoAtalanta.com, offrendo uno sguardo che lega il passato al presente della porta nerazzurra.
Un tuffo nel passato: la stagione 2009-2010
Quella fu una stagione difficile. L’era Ruggeri volgeva al termine e il campionato si chiuse con la retrocessione. “Arrivammo in una situazione già complicata”, racconta Piacentini. La squadra non era male, con giocatori come Doni e Tiribocchi, ma l’eredità della gestione precedente pesava. “Dopo la parentesi di Conte, trovammo uno spogliatoio devastato”. Nonostante le difficoltà, il legame con l’ambiente fu forte. “A livello umano è stata un’esperienza bellissima. Bergamo è un ambiente speciale”, afferma Piacentini, che si definisce “più bergamasco che milanese”.
L’investitura per Carnesecchi: “Può insidiare Donnarumma”
Lo sguardo di Piacentini si sposta poi sull’attualità, con parole nette per l’attuale numero uno nerazzurro. “Attualmente è il miglior portiere italiano”. Il giudizio su Carnesecchi è senza appello. “Ha avuto una crescita esponenziale: tra i pali, con i piedi e per come attacca bene la palla in avanti”. Un percorso di crescita che, secondo l’ex preparatore, lo pone in diretta competizione con il titolare della Nazionale. “Potrebbe anche soffiare il posto a Donnarumma. Se Carnesecchi continua così, può davvero insidiarlo”.




