La sfida tra Roma e Atalanta si gioca anche fuori dal campo, in un’analisi dei duelli individuali che può concludersi sostanzialmente in un pareggio. Questo equilibrio sulla carta fotografa il valore simile delle due rose, pronte a contendersi punti per la corsa europea sotto la guida di due tecnici, Raffaele Palladino e Gian Piero Gasperini, legati da principi di gioco comuni basati su ritmo e aggressività.
La difesa nerazzurra si fa valere
Il confronto non può che iniziare dalla retroguardia. Marco Carnesecchi e Mile Svilar sono entrambi portieri validissimi, ma il nerazzurro si distingue per rendimento e incisività. Fra Giorgio Scalvini e Gianluca Mancini è un’altra gara serrata, così come quella fra Mario Hermoso e Sead Kolasinac, entrambi forti di una vasta esperienza internazionale. Forse il duello individuale fra Evan Ndicka e Berat Djimsiti può andare a beneficio del primo.
Equilibrio e qualità a centrocampo
Sulle fasce l’esperienza di Davide Zappacosta ha la meglio su Zeki Celik. A centrocampo la battaglia è serrata. Se Marten De Roon paga dazio sul piano tecnico contro Manu Koné, ci pensa Éderson a ristabilire le gerarchie. Il brasiliano supera Bryan Cristante per completezza e qualità, confermandosi uno dei pilastri del sistema nerazzurro. Il confronto sulla trequarti vede Mati Soulé avere la meglio su Charles De Ketelaere. Ma solo per un fattore di continuità.
L’attacco decide la parità
E nel reparto offensivo? L’attaccante della Roma Donyell Malen, che ha segnato già 10 gol dal suo arrivo, prevale su Gianluca Scamacca, il cui rendimento è stato condizionato da alcuni stop fisici. Malen può contare su una notevole stazza fisica abbinata a una discreta velocità. Insomma, guardando le rose di Roma e Atalanta non si può che avere un equilibrio perfetto sulla carta. Che ora attende solo il verdetto del campo per essere confermato o smentito.




