L’uomo in più diventa un problema per l’Atalanta. Una tesi avanzata da un’analisi effettuata dal portale Prima Bergamo. La squadra di Raffaele Palladino ha mostrato una tendenza a complicarsi la vita proprio quando l’avversario si ritrova in inferiorità numerica. Due partite, contro Genoa e Sassuolo, disegnano un quadro preciso di questa difficoltà, trasformando un vantaggio teorico in un ostacolo pratico.
Vittoria a Marassi, ma con affanno
A Marassi, il 21 dicembre, il cartellino rosso al portiere del Genoa Leali dopo pochi minuti sembrava spianare la strada ai nerazzurri. Invece, la squadra ha faticato per l’intera durata dell’incontro. Il Genoa in dieci uomini ha creato pericoli, colpendo un palo con Vitinha e costringendo Carnesecchi a un intervento decisivo su Colombo. La rete della vittoria è arrivata solo al 94′, con un colpo di testa di Hien, sfruttando un’uscita incerta del portiere avversario Sommariva. Un successo ottenuto più per un episodio che per un dominio costruito in quasi novanta minuti di superiorità.
A Reggio Emilia la beffa si completa
Lo stesso schema si è ripetuto a Reggio Emilia. Contro il Sassuolo, l’espulsione di Pinamonti dopo un quarto d’ora ha coinciso con un calo della prestazione atalantina. Anziché prendere il controllo del gioco, i nerazzurri sono andati in difficoltà, subendo una sconfitta per 2-1. La squadra non è riuscita a capitalizzare il vantaggio numerico, rendendosi pericolosa solo nel finale con una traversa colpita da Scalvini. Una vittoria e una sconfitta, due esiti diversi che però confermano lo stesso modello: l’undici contro dieci, da vantaggio, si trasforma in un blocco tattico e mentale. Per Palladino si tratta di un rebus da risolvere al più presto, per evitare che un’occasione favorevole si trasformi sistematicamente in un ostacolo per la sua Atalanta.




