Termina l’avventura di Daniel Maldini con la maglia della Lazio. L’attaccante rientra all’Atalanta, proprietaria del suo cartellino, dopo che il club biancoceleste ha deciso di non esercitare il diritto di riscatto fissato a 14 milioni di euro. La mancata qualificazione alle coppe europee ha reso inattivo l’obbligo, chiudendo di fatto l’esperienza romana del giocatore dopo soli quattro mesi e aprendo nuovi interrogativi sul suo percorso professionale.
Un’esperienza in chiaroscuro nella capitale
Il bilancio di Maldini nella capitale è di 10 presenze e 2 reti, ma il suo impiego è stato discontinuo. Maurizio Sarri lo ha utilizzato con una certa frequenza fino a marzo, spesso per sopperire alle assenze nel reparto offensivo e adattandolo anche nel ruolo di prima punta, non propriamente il suo. Con il passare delle settimane, però, il suo minutaggio è calato, culminando con l’esclusione nelle partite decisive di Coppa Italia, come la semifinale di ritorno a Bergamo e la finale contro l’Inter. Una scelta tecnica che è suonata come una bocciatura e ha pesato sulla decisione finale del club laziale.
Un talento a intermittenza
La carriera di Daniel Maldini è stata finora caratterizzata da continui trasferimenti, con sei cambi di maglia in appena quattro anni. Il suo percorso lo ha visto passare dal Milan allo Spezia, per poi vestire le maglie di Empoli, Monza, Atalanta e infine Lazio. Il rendimento è stato altalenante: nelle ultime due stagioni ha realizzato otto gol complessivi, un bottino che non rispecchia le aspettative. Il suo periodo più positivo resta quello con il Monza nel 2024, quando con 7 reti si guadagnò la chiamata in Nazionale da parte del commissario tecnico Luciano Spalletti, arrivando a giocare titolare in Nations League. Da quel momento, però, la sua crescita ha subito una frenata.
Poco spazio all’orizzonte nerazzurro
Il ritorno a Bergamo non sembra destinato a durare. Già nella prima parte della stagione, con tre allenatori diversi, Maldini non era riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista. La concorrenza nel reparto offensivo dell’Atalanta è elevata, con giocatori come Charles De Ketelaere, Giacomo Raspadori e Lazar Samardzic che occupano le sue stesse zolle di campo. Per lui si prospetta dunque una nuova estate di mercato, con la dirigenza nerazzurra che dovrà trovargli una sistemazione adeguata. L’obiettivo è individuare un club, in Italia o all’estero, che possa garantirgli la continuità necessaria per ritrovare il talento mostrato solo a sprazzi.




