Il ‘no’ dell’Atalanta a un’offerta da 10 milioni di euro del Newcastle per Sergej Levak non è una semplice mossa di mercato, ma un segnale chiaro sul futuro del club. La società ha scelto di blindare il centrocampista classe 2006 e di integrarlo nella rosa di Maurizio Sarri. La sua promozione in prima squadra non è una scommessa, ma il risultato di un percorso di crescita che ha impressionato tutti a Zingonia.
Un centrocampista moderno da sette gol
I numeri della sua prima stagione tra i professionisti con l’Under 23 parlano chiaro: 34 presenze e 7 reti in Serie C. Un bottino che svela la natura di Levak, un giocatore che va oltre il ruolo di mediano tradizionale. La sua capacità di leggere i tempi di inserimento lo rende una minaccia costante in area avversaria, come dimostrano le sue realizzazioni: dai colpi di testa su palla inattiva, come quello contro il Siracusa, ai tap-in decisivi, fino a doppiette come quella firmata contro il Benevento. Unisce una struttura fisica imponente a una tecnica che gli permette di gestire il pallone con pulizia, qualità che lo rendono un profilo completo e pronto per il salto di categoria.
La strategia del club e la fiducia per il futuro
Il ‘no’ al Newcastle è il culmine di una strategia precisa. L’Atalanta aveva anticipato la concorrenza di club italiani ed esteri per assicurarselo, blindandolo con un contratto a lungo termine. Il progetto dell’Under 23 si conferma così un serbatoio efficace per lanciare talenti, accorciando la distanza tra il settore giovanile e il calcio di vertice. Già sotto la gestione di Raffaele Palladino, Levak aveva ricevuto le prime convocazioni, un segnale della considerazione del club nei suoi confronti. Ora, con l’arrivo di Maurizio Sarri, per il giovane centrocampista si apre la sfida più grande: trasformare la fiducia della società in minuti e prestazioni in Serie A, dimostrando che quel ‘no’ al mercato è stato l’investimento giusto per il futuro nerazzurro.




