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Atalanta, l’ex Magoni: “Giuntoli è una garanzia, la Conference un’opportunità”

L’ex centrocampista Oscar Magoni analizza la stagione nerazzurra: la qualificazione europea è un successo, non un ripiego. E sul futuro: “Giuntoli è sinonimo di ambizione, serviranno volti nuovi”.

La qualificazione alla Conference League non è un ripiego, ma un’opportunità da cogliere e vincere. Il giudizio arriva da Oscar Magoni, ex centrocampista di Atalanta e Bologna, che ha analizzato la stagione nerazzurra e le prospettive future. Per Magoni, tornare in Europa dopo un’annata partita in salita rappresenta un traguardo concreto. “Meglio andare in coppa che non farlo”, ha spiegato l’attuale direttore sportivo del Renate ai microfoni de L’Eco di Bergamo, aggiungendo un concetto chiave: “E poi la Conference si può anche vincere”.

Una dirigenza ambiziosa e un ciclo da rinnovare

Guardando oltre la stagione in corso, Magoni si è soffermato sulle possibili mosse societarie. L’eventuale arrivo di Cristiano Giuntoli alla guida della dirigenza è visto come un segnale forte. “Una scelta sinonimo di ambizione, professionalità e competenza: è una garanzia”, ha affermato Magoni. Questo cambiamento si legherebbe a un necessario rinnovamento della rosa. Secondo l’ex giocatore, il ricambio è fisiologico e benefico per mantenere alti gli stimoli. “I cicli dei giocatori durano di solito tre-quattro anni e nell’Atalanta già ci sono state tante anomalie”, ha fatto notare, anticipando la possibilità di vedere diverse novità in squadra per portare energie fresche.

Il talento prima del modulo: il ruolo di De Ketelaere

Sul piano tattico, Magoni ha mostrato un approccio pragmatico. Sebbene il 3-4-2-1 abbia segnato un’epoca a Bergamo, nessun sistema è eterno. Il punto centrale, ha spiegato, non è il disegno sulla lavagna ma la qualità degli interpreti. Evocando i tempi di Ilicic, Gomez, Zapata e Muriel, ha ricordato come il talento sia in grado di fare la differenza a prescindere dal modulo. In questo contesto, ha individuato in Charles De Ketelaere la figura chiave per il presente. Il belga è descritto come “un giocatore di classe che sposta gli equilibri, anche quando non è in giornata”, un elemento capace di decidere le partite e garantire un tasso tecnico superiore.