Nessuna squadra italiana disputerà le semifinali delle coppe europee. Il duro verdetto arriva dopo le eliminazioni di Bologna e Fiorentina, che spengono le ultime speranze tricolori in Europa e Conference League. Un bilancio magro per il calcio nazionale, che costringe a una riflessione.
L’unica luce nel buio europeo
In questo scenario si distingue il percorso dell’Atalanta. La squadra di Raffaele Palladino è l’unica ad aver lasciato un segno in Champions League. Il cammino non è stato semplice. La Dea ha prima mancato la qualificazione diretta agli ottavi contro l’Athletic Bilbao, per poi superare il Borussia Dortmund in una doppia sfida che ha mostrato il carattere del gruppo. La corsa si è interrotta ai quarti di finale. Lo stop è arrivato contro il Bayern Monaco, un avversario di livello impressionante. Nonostante l’eliminazione, l’Atalanta esce dalla competizione come la formazione italiana che ha compiuto il tragitto più lungo nella coppa principale.
Un bilancio negativo per le altre italiane
Il resto del panorama italiano in Europa offre pochi spunti. Il Napoli campione in carica non ha superato la fase a gironi, mentre l’Inter ha visto il suo percorso interrotto dal Bodo/Glimt. La Juventus ha sfiorato una rimonta contro il Galatasaray, ma il passivo di cinque reti subito all’andata ha pesato sul risultato finale. Anche in Europa League il Bologna, dopo aver eliminato la Roma, è crollato contro l’Aston Villa con un passivo complessivo di 7-1. Per la Fiorentina, infine, la vittoria per 2-1 contro il Crystal Palace non è bastata per proseguire in Conference League. Il calcio italiano guarda già al futuro, con l’Atalanta come unico modello positivo di questa stagione europea.




