Stefano Colantuono festeggia 64 anni, una figura che ha segnato la storia recente dell’Atalanta nel periodo precedente all’ascesa europea. La sua avventura sulla panchina nerazzurra si è sviluppata in due capitoli, per un totale di cinque stagioni, lasciando un’eredità di solidità e crescita.
La promozione e le salvezze consecutive
Il secondo mandato di Colantuono, iniziato nel 2010, fu decisivo: prese in mano una squadra appena retrocessa in Serie B e la riportò immediatamente nella massima serie, vincendo il campionato cadetto 2010-11. A quella promozione seguirono quattro salvezze consecutive in Serie A, un risultato consolidato anche nella stagione 2011-12, quando la squadra superò una penalizzazione iniziale di sei punti.
Un’identità costruita su giovani e veterani
Quella squadra aveva un’identità precisa, costruita attorno a giocatori esperti come Denis e Doni e a giovani talenti provenienti dal vivaio. Fu Colantuono a lanciare calciatori come Bonaventura e Cigarini, anticipando la valorizzazione del settore giovanile che avrebbe caratterizzato il club negli anni successivi. Il suo legame con Bergamo lo portò a rifiutare altre offerte per restare, come da lui stesso dichiarato.
Il suo percorso a Bergamo si concluse nel marzo 2015 con l’esonero e la chiamata di Edy Reja.




