Il tecnico toscano originario di Fucecchio, alla cinquantesima gara ufficiale alla guida del Frosinone, ha analizzato la partita ai microfoni di DAZN, soffermandosi anche sull’episodio da rigore e sulle differenze rispetto alle sue precedenti esperienze in Serie A.
«Secondo me Cittadini era troppo vicino al giocatore che colpisce per dare rigore, ma ce lo siamo presi comunque. Sono d’accordo con Marelli», ha spiegato l’allenatore, condividendo quindi l’interpretazione dell’esperto arbitrale sull’episodio.
Il discorso si è poi spostato sull’evoluzione del calcio e sulle differenze rispetto al passato. «Il calcio è in continua evoluzione, rispetto alle passate esperienze c’è stato uno studio e una volontà di determinare le partite. Quindi poi può venire fuori tutto. Stiamo tracciando un percorso», ha aggiunto.
Il ricordo della Cremonese e il rapporto con i giocatori
Il tecnico ha ricordato anche la precedente esperienza con la Cremonese in Serie A, sottolineando il valore della squadra e gli episodi che avrebbero potuto cambiare il cammino della stagione.
«Anche la Cremonese, ai tempi della A, era una squadra straordinaria. Non credo nella fortuna, ma qualche episodio poteva girarci in maniera diversa», ha dichiarato.
L’allenatore ha poi evidenziato quanto sia importante costruire un rapporto solido con i propri calciatori, fondato sulla fiducia e sul dialogo. Un concetto che ha richiamato parlando di Romano Schmid: «Nel calcio di oggi serve una relazione con i propri giocatori, oggi sono contentissimo per Romano Schmid. Il nostro rapporto è basato sulla fiducia e sul dialogo».
Identità e coraggio come principi di gioco
In conferenza stampa, infine, il tecnico ha ribadito l’importanza dell’identità collettiva e della disponibilità a prendersi dei rischi. La squadra deve saper attaccare e difendere insieme, senza rinunciare all’iniziativa per limitarsi ad aspettare gli avversari.
«Oggi scelgo e corre per te, il compagno. Quello che importa è l’identità. Noi attacchiamo e difendiamo tutti assieme, la cosa giusta non è aspettare», ha concluso, indicando nella compattezza del gruppo e nel gioco propositivo i punti centrali del percorso intrapreso dal Frosinone.




