Maurizio Sarri analizza senza nascondere le difficoltà il pareggio per 1-1 dell’Atalanta contro il Kairat Almaty, nella terza giornata della League Phase di Conference League. Il tecnico nerazzurro ha dovuto fare i conti con una rosa ridotta dalle numerose assenze e una squadra ancora alla ricerca dei giusti equilibri. Nel mirino soprattutto gli errori commessi in occasione del gol subito e una fragilità emotiva che, in questo momento, condiziona il rendimento della Dea.
Sarri: «Abbiamo inventato una formazione»
L’allenatore ha spiegato quanto fosse complicato preparare la partita nelle condizioni attuali, senza però nascondere il rammarico per la prestazione: «Era difficile pensare di guarire stasera, perché abbiamo inventato una formazione vista la miriade di difficoltà che abbiamo, partendo da diversi infortunati e altri che lo staff consigliava solo per uno spezzone di gara. Potevamo fare lo stesso, meglio. Abbiamo regalato un gol agli avversari, nella fase di impostazione dobbiamo essere più veloci, mentalmente, togliendo qualche tocco. Le difficoltà così per noi aumentano, potevamo fare qualcosa di meglio».
Nonostante il risultato, Sarri ha voluto sottolineare anche un aspetto positivo, legato all’impiego dei giovani del vivaio: «Sono contento per Idele, ha fatto novanta minuti con noi, abbiamo giocato una gara europea con quattro giocatori in difesa del nostro settore giovanile».
La possibilità di proseguire il cammino europeo resta aperta: «La possibilità di passare il turno esiste ancora, con i playoff o senza. Attendiamo momenti migliori, provando a recuperare più giocatori possibili. Pensare di poter avere una partita rosa e fiori… era dura».
La fragilità emotiva e gli errori della difesa
Sarri ha poi individuato nella vulnerabilità psicologica uno dei problemi attuali dell’Atalanta, aggravato dalle difficoltà numeriche e dalla necessità di inserire giocatori con poca conoscenza dei meccanismi collettivi: «In un momento del genere, averne a disposizione 23 anziché 13, un po’ le cose te le cambia. Giocando un po’ meno, anche chi gioca ora, giocherebbe meglio… Siamo una squadra emotivamente vulnerabile».
Il tecnico ha comunque riconosciuto l’impegno dei suoi giocatori, che hanno cercato il pareggio fino alla fine: «A livello di voglia, si può dire poco alla squadra, hanno cercato il risultato fino all’ultimo minuto».
Restano però diversi aspetti da correggere, a partire dalla transizione tra i diversi sistemi di gioco: «La transizione da un modo di giocare all’altro è diventata ancora più complicata con le problematiche che abbiamo. Ora è presto per diverse cose, giochi con giocatori che hanno fatto solo tre allenamenti nel reparto. Abbiamo messo dentro degli errori stupidi ed evitabili… ma è difficile accusare qualche singolo».
Scamacca non è ancora al meglio, Krstovic a rischio
Il tecnico ha spiegato anche la scelta di schierare Scamacca dal primo minuto, lasciando inizialmente in panchina Krstovic: «Scamacca viene da un infortunio, ha fatto solo l’allenamento di ieri con la squadra. Non è al top della condizione, ma Krstovic rientrava tra le valutazioni dello staff medico, c’erano dei segnali di pericolo per possibili infortuni. Scamacca ha fatto una partita difficoltosa, ma me lo aspettavo».
Sarri ha poi rivolto un pensiero ai tifosi, che non hanno mai smesso di sostenere la squadra nonostante il momento complicato: «Noi siamo in debito, anche stasera hanno fatto il tifo per novanta minuti. La delusione per il risultato c’è, se tutto il gruppo la pensa come me, bisogna prendersi l’impegno di ripagarli in maniera importante».
Le condizioni di Kolašinac e Kessie e il tema del ritiro
Infine, un aggiornamento sulle condizioni degli indisponibili: Kolašinac e Kessie non hanno ancora lavorato con il gruppo, ma potrebbero tornare ad allenarsi sabato. «Lo faranno probabilmente sabato e vedremo se per uno dei due sarà il caso di averli con noi», ha spiegato Sarri.
Il tecnico ha anche chiarito il proprio punto di vista sul ritiro e sulle possibilità di lavorare tatticamente in questa fase: «A livello tattico non serve a nulla, si gioca ogni tre giorni. Tatticamente non si fa un ca… La situazione è inevitabile, la tattica l’abbiamo fatta a luglio e agosto, ma non ci sono molti giocatori disponibili tra quelli che l’avevano fatta».
In questo momento, dunque, il lavoro riguarda soprattutto la testa e la compattezza del gruppo: «È una situazione tattica di difficile gestione, lavoriamo sulla testa e sugli obiettivi collettivi. A volte basta stare insieme e parlare, anche non di calcio».
Tra i giocatori che possono assumere un ruolo importante nella crescita del gruppo c’è anche Krstovic: «Può diventare un leader, non per la capacità di trascinare gli altri per interventi verbali. Ma la carica agonistica può diventare trascinante».




