L’analisi di Germán Denis arriva diretta e senza sconti. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l’ex attaccante ha offerto la sua visione sulle dinamiche interne dell’Atalanta, soffermandosi in particolare sulle valutazioni della società riguardo a Raffaele Palladino. In una intervista, il “Tanque” ha toccato anche altri temi, dal suo tifo per Gasperini a un incredibile aneddoto con Maradona.
La valutazione su Palladino
Secondo Denis, la scelta iniziale di considerare Palladino era logica. “Era quello che più assomigliava a Gian Piero Gasperini, la Dea aveva forse bisogno di questo”, ha spiegato l’argentino, riconoscendo una continuità stilistica. Tuttavia, il pragmatismo del club ha avuto la meglio. L’ex bomber ha sintetizzato il cambio di rotta con parole nette, affermando che la dirigenza nerazzurra ha agito sulla base dei risultati concreti. “Probabilmente si saranno resi conto che non ha raggiunto gli obiettivi richiesti”, ha commentato, suggerendo che le ambizioni della società richiedono traguardi precisi che, a suo avviso, non sono stati centrati.
Un tifo dichiarato per Gasperini
Il legame di Denis con l’ambiente bergamasco emerge chiaramente quando si parla della corsa per l’Europa. L’ex attaccante non nasconde le sue preferenze e si schiera apertamente. “Sono un pro-Gasperini, mi auguro possa farcela”, ha dichiarato, esprimendo il suo sostegno per l’allenatore della Dea. La sua analisi si estende anche alle rivali, con un giudizio positivo sulla Roma, che “ha rimontato una partita difficilissima con la voglia di arrivare all’obiettivo”, e una visione più critica sul Milan, che a suo parere “non sta giocando benissimo, lo vedo in crisi”.
Quella telefonata con Maradona
Oltre alle analisi tecniche, Denis ha condiviso un aneddoto personale che risale ai suoi primi tempi a Napoli. Ricevette una chiamata da Diego Armando Maradona, allora commissario tecnico dell’Argentina, ma la reazione iniziale fu di pura incredulità. “Non ci credevo — racconta — e misi giù”. Il “Diez” dovette richiamare e Denis, mortificato, non poté fare altro che scusarsi. Quella telefonata quasi mancata si trasformò in una convocazione, anche se l’accoglienza non fu delle più semplici. “Quando arrivai mi prendevano tutti in giro”, ha ricordato con un sorriso.




