Una serie di infortuni ha trasformato Relja Obrić, difensore classe 2006, da alternativa a titolare inamovibile per l’Atalanta. Il giovane centrale è stato proiettato nel calcio professionistico a causa della necessità, trovandosi a gestire una situazione complessa senza una rete di protezione e con compagni di reparto in continuo cambiamento.
Una crescita forzata in prima squadra
Il suo ingresso nelle rotazioni è coinciso con lo stop di Kolašinac a San Siro contro il Milan, un evento che ha costretto il tecnico Maurizio Sarri a inserirlo in campo. Da quel momento, Obrić ha giocato consecutivamente da titolare, collezionando presenze ad Amsterdam, contro il Frosinone e a Firenze, adattandosi a una difesa in costante evoluzione.
La partita di Firenze tra sfortuna e carattere
Durante la trasferta contro la Fiorentina, ha perso dopo pochi minuti il compagno di reparto Kristensen, giocando l’intera gara al fianco di un Giorgio Scalvini appena rientrato. La sua prestazione è stata segnata da un episodio sfortunato al 61′, quando una sua deviazione sul tiro di João Mário ha spiazzato Carnesecchi per il gol del 2-1 viola. Un evento casuale, non un errore diretto.
Nonostante la deviazione, il difensore ha mostrato carattere, murando una conclusione di Gnonto nel finale e reggendo il confronto fisico con gli avversari. Il primo gol subito dalla squadra in quella partita è invece nato da un problema di posizionamento collettivo, con l’inserimento di Njie sul secondo palo in una zona non presidiata dalla linea difensiva.
Nuovo esame contro il Parma
Con Kristensen ancora in dubbio, la coppia formata da Scalvini e Obrić si profila come la scelta più probabile per la prossima sfida contro il Parma. L’incontro rappresenta un test di difficoltà differente rispetto a quello di Firenze, ma richiede un’alta soglia di concentrazione, specialmente per un difensore giovane che sta imparando direttamente sul campo.




