Maurizio Sarri non nasconde la propria amarezza dopo la sconfitta dell’Atalanta contro il Milan. A San Siro la squadra nerazzurra perde 3-2 al termine di una partita combattuta, nella quale la rimonta sfiorata nel finale lascia spazio anche alle proteste del tecnico per alcuni episodi arbitrali. In conferenza stampa, l’allenatore della Dea contesta soprattutto il mancato rigore per un presunto fallo di mano nell’area rossonera.
Atalanta, Sarri contesta gli episodi arbitrali
Il tecnico nerazzurro parte dall’analisi della gara, soffermandosi sia sulle difficoltà iniziali della squadra sia sulle occasioni che avrebbero potuto cambiare l’esito dell’incontro. Sarri riconosce le responsabilità dell’Atalanta, ma non nasconde il disappunto per le decisioni arbitrali.
“Per quanto riguarda il 3-3, noi abbiamo fallito la palla del pari a sei minuti dalla fine più cinque di recupero. Con l’inerzia della partita in quel momento, era più facile vincerla che pareggiarla”, ha dichiarato l’allenatore.
Poi l’attenzione si sposta sugli episodi contestati: “C’è stata una serie di episodi che ci sono stati tutti sfavorevoli: tre falli di mano nelle due aree; nella nostra è sempre stato fischiato il rigore, mentre nell’area del Milan non è stato dato”.
Sarri giudica leggero il penalty concesso al Milan per il tocco di mano di Obric, difendendo il movimento del proprio giocatore. Da qui il riferimento anche all’episodio che ha coinvolto De Winter, sul quale il tecnico ritiene che il VAR avrebbe dovuto intervenire.
“Il primo rigore, sinceramente, è un rigore molto leggero, perché il movimento di Obric mi sembrava molto congruo. Se si chiama il VAR per quello, si chiama anche per De Winter”, ha aggiunto.
La polemica di Sarri: “Ho scoperto una nuova regola”
Le proteste dell’allenatore non si limitano ai calci di rigore. Sarri si sofferma anche sul comportamento tenuto in campo da alcuni giocatori, facendo riferimento alla gestione dei cartellini da parte della squadra arbitrale.
“Poi oggi ho scoperto che ci sono dei giocatori che possono mandare ripetutamente a fare in culo l’arbitro e, per regolamento, non vengono ammoniti… l’ho scoperta oggi”, ha affermato con evidente ironia.
Parole dure, che fotografano la frustrazione del tecnico al termine di una partita nella quale l’Atalanta ha avuto bisogno di una lunga rincorsa per provare a rimettere in discussione il risultato.
La reazione nerazzurra e il giudizio sulla prestazione
Accanto alle polemiche, Sarri riconosce i progressi mostrati dalla squadra nella parte conclusiva della gara. Dopo un primo tempo caratterizzato da poca aggressività e da eccessiva facilità concessa al Milan nella gestione del pallone, la Dea ha alzato ritmo e intensità, mettendo in difficoltà i rossoneri.
“Poi abbiamo fatto benissimo gli ultimi 30-35 minuti, alzando l’intensità e il ritmo della partita e mettendoli in difficoltà. Non parlo solo di una reazione nervosa, ma anche di buona qualità dal punto di vista calcistico”, ha spiegato il tecnico.
La sconfitta lascia inevitabilmente delusione, ma Sarri invita il gruppo a valorizzare quanto mostrato nella ripresa. “Ci rimane un po’ di delusione per il risultato, però dobbiamo uscire da questa partita con un’aumentata convinzione che stiamo diventando una squadra”.
Il bilancio, dunque, è fatto di luci e ombre. L’Atalanta dovrà analizzare gli errori commessi nel primo tempo, senza perdere di vista la capacità di mettere sotto pressione il Milan nella mezz’ora finale.
“Quindi c’è un passo in avanti e c’è un passo indietro”, ha concluso Sarri, sottolineando però un aspetto positivo: “Uscire da San Siro avendo chiuso il Milan nella propria area per mezz’ora ci deve far prendere consapevolezza”.
Infine, una battuta sulle condizioni di Kolasinac, uscito durante la partita: alla domanda sul suo stato fisico, l’allenatore ha risposto semplicemente: “Al momento non lo so”. Sarri ha invece promosso la tenuta mentale di Obric, capace di restare dentro la gara nonostante il rigore provocato al suo esordio in Serie A.




